Sál | Rite

Alessandro Mintrone - Riccardo Bazzoni - Matteo Mestucci - 23/11/2021
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RITO

Sál | Rite è uno dei tre piani lungo i quali si articola il progetto Sál, terzo capitolo della trilogia di live-media performance composta da Dökk e Ljòs.

In una prima fase di prototipazione, Sál | Rite ha preso la forma di una performance che, seguendo un flusso parallelo alla narrazione dello spettacolo principale, offre la possibilità di partecipare a un rito collettivo in cui la meditazione diviene il tramite per accedere a stati di coscienza ai limiti della percezione.

  

RENDERE SENSIBILE L’INVISIBILE

Per esplorare gli stati mentali dei partecipanti, abbiamo deciso di impiegare le tecnologie di EEG (elettroencefalografia) in modo tale da poter sondare e rendere percepibile il brulicare incessante dei processi cerebrali che normalmente restano invisibili.

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Utilizzando gli headset Muse 2, abbiamo accesso ad una serie di dati grezzi: I valori delle onde cerebrali misurati da quattro sensori e l’andamento degli impulsi cardiaci misurati grazie al metodo dell’ PPG, dai quali è possibile derivare la frequenza e la varianza del battito.

I quattro sensori, dislocati in altrettanti punti della testa, misurano il valore del potenziale elettrico locale espresso in microVolt, rispetto ad un elettrodo di riferimento posto al centro della fronte. Questi segnali forniscono alcune informazioni sull’andamento generale dell’attività cerebrali e sulla sua intensità, ma forniscono pochi indizi sulle qualità degli stati mentali in atto.

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Per tale ragione è necessario guardare alle frequenze delle onde cerebrali. Dopo aver ridotto il rumore ed eliminato gli artefatti del segnale, procediamo ad una analisi FFT misurando l’intensità delle varie frequenze. La letteratura scientifica ha, negli anni, stabilito una correlazione fra l’intensità relativa delle frequenze comprese entro specifiche bande e alcuni stati mentali. In particolare, le onde Alfa (comprese fra gli 8 e 13 Hz) sono associate a stati mentali di rilassamento e quiete, le onde Theta (4-7 Hz) a stati di profondo rilassamento e al sonno, mentre le onde Beta (13-32 Hz) e Delta (>32 Hz) sono correlate a stati di vigilanza e di concentrazione.

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Analizzando le variazioni nel tempo di queste frequenze, in particolare l’intensità relativa delle onde Alfa rispetto alle onde Beta e Delta, è stato possibile caratterizzare i momenti di maggiore o minore profondità durante la meditazione, consentendo ai meditanti che vestivano l’headset di condividere il proprio percorso interiore con gli altri partecipanti.

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Consci di come gli stati mentali siano fenomeni complessi che non si esauriscono all’attività cerebrale, e che non possono essere ridotti a pochi parametri, il nostro intendimento è di utilizzare i dati fisiologici come una lente, seppure imperfetto, per espandere la nostra visione e rendere percepibile coi sensi lo stato di trasformazione che continuamente attraversa la nostra mente.

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SPAZI SONORI

Le nostre percezioni sono dominate dalla vista, per favorire la concentrazione è necessario affidarsi all’udito, al suono. Dunque è il suono a guidare i meditanti durante quest’esperienza, la voce di chi conduce la meditazione a determinare il suo percorso e ritmo.

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Al contempo, per stimolare l’esperienza di trovarsi in un ambiente, un vero e proprio luogo sonoro all’interno del quale i meditanti possano immergersi, abbiamo impiegato la tecnologia Ambisonic sfruttando una libreria dedicata sviluppata dall'IRCAM.
In tal modo, posizionando degli oggetti sonori in uno spazio virtuale, siamo riusciti a far percepire a chi ascolta la sensazione di trovarsi all’interno di questo spazio, grazie ad un numero variabile di altoparlanti disposti intorno all’ascoltatore.

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All’interno di questo ambiente, in una prima fase legata all’idea di dissoluzione materiale e spirituale, si muovono suoni campionati che, sebbene elaborati e trasformati, mantengono una fisicità e un legame con i materiali che li hanno generati.

In un secondo momento a questi campioni, si succedono vibrazioni pure. Partendo da una frequenza fondamentale, vengono generate un certo numero di armoniche, multipli interi della frequenza fondamentale. Queste frequenze, che sono connaturate alla vibrazione degli oggetti e rappresentano il loro modo naturale di vibrare, si muovono nello spazio virtuale cambiando lentamente posizione ed intensità, creando un ambiente rarefatto ma continuamente mutevole.

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